venerdì 26 agosto 2011
sabato 20 agosto 2011
Chiesa Sacro Cuore e Chiosco Benedettino
Chiesa dell'Annunziata
Basilica Cattedrale
Castello e Santuario Madonna della Neve
Il Castello arabo (837-851), svevo (1228), aragonese (1322) è stato protagonista della storia millenaria della città. Ospitò Federico II di Svevia che poteva dedicarsi alla caccia, suo svago preferito, sui monti vicini ricchi di selvaggina. Lontano dalle ingerenze dei vescovi delle vicine diocesi, nella “sua” Prelatura, poté preparare quella che fu definita la “crociata maledetta”. In questo Castello riecheggiavano i versi delle scuola poetica siciliana ed una tradizione popolare vuole che nella prigione, sotto il vano della torre cilindrica (scoperta nel 1967 durante l’esecuzione di lavori), abbia finito i suoi giorni suicida “Pier delle Vigne”, Protonotaro dell’Imperatore, ma caduto in disgrazia; egli proprio a Santa Lucia doveva godere una stima particolare dal popolo, come attesta una via del centro storico a lui dedicata. Ristrutturato ed ampliato da Federico II di Aragona sovente fu teatro di eventi cruenti e sanguinosi. Nel 1600, decaduto alle funzioni di difesa, abbandonato ed in rovina viene ceduto dal proprietario don Francesco Morra principe di Buccheri, a Mons. Simone Impellizzeri, Prelato del tempo (1673), che provvede subito alla ristrutturazione. La torre quadrangolare, pericolante, viene abbattuta per far posto alla costruzione di un Santuario dove, al centro di una maestosa cornice barocca, viene collocata nel 1674 la stupenda statua marmorea della Madonna della Neve di Antonello Gagini (1529), proveniente dalla chiesetta rurale di contrada S. Giuseppe. Nel 1695, nei locali ristrutturati, viene trasferito dal Palazzo Prelatizio il Seminario che diviene in breve tempo un rinomato centro di studi. Maestri insigni e personalità eccelse ne hanno percorso la storia. Basti ricordare il luciese Abate Antonio Scoppa, letterato, ambasciatore a Parigi del Regno delle due Sicilie ed accademico di Francia ed il filosofo Pasquale Galluppi, natio di Tropea, che da giovinetto ebbe a studiare in questo seminario, diventando professore di Teologia Dogmatica. Viene considerato un luciese d’adozione e molto opportunamente la locale scuola Media gli è intitolata. Ai piedi dello scalone d’ingresso, statua marmorea di S. Michele Arcangelo attribuita ad Andrea Calamech (1572). All’interno della torre cilindrica, è collocata una preziosa biblioteca con incunaboli, cinquecentine e testi molto antichi. Dal belvedere del Castello si gode di un incantevole panorama. L’occhio spazia da Capo Calavà a Capo Vaticano in Calabria, con sullo sfondo le sette perle dell’Arcipelago Eoliano.
venerdì 19 agosto 2011
Museo Diocesano della "Prelatura Nullius" di S. Lucia del Mela
L’attuale Museo Diocesano della Prelatura Nullius, si colloca nell’antico Palazzo vescovile della cittadina, proprio in corrispondenza della Cattedrale : quest’ultima eretta nel 1094 dal Conte Ruggero e ricostruita tra il 1608 e il 1642, su disegno del Ferriati, presenta nel prospetto un magnifico portale marmoreo del XIV secolo, e all’interno una pianta a tre navate e dodici colonne di granito. Tra le opere più importanti nella cappella della santa patrona, la statua marmorea di S. Lucia Vergine e Martire Siracusana attribuita a Francesco Laurana (1430ca.-1502), nell’altare maggiore la grande tela dell’Assunta di Fra’ Felice da Palermo (1771), e l'Ecce Homo in alabastro roseo su base sagomata di agata, attribuito a Ignazio Marabitti (1771). Il Palazzo Vescovile, fatto costruire nel 1608 da Mons. Rao Grimaldi (35º Prelato di S. Lucia) nella piazza Maggiore, a fianco del Municipio dal maestro Vincenzo Ferriato di Novara di Sicilia, fu donato dallo stesso Monsignore con atto dell'8 novembre 1613, al Re come abitazione dei Prelati successori. La Sede Vescovile si mantenne efficiente fino al terremoto del febbraio 1783, che causò ingenti danni. Furono Mons. Ballo (58º Prelato) e Mons. Riccieri dopo, a rendere la sede sontuosa, con pavimentazioni in marmo, damaschi alle pareti e inserendo nella cappella del palazzo un artistico altare marmoreo del 1700 proveniente dall'Oratorio di S. Maria dell'Arco.
Il cospicuo patrimonio artistico della Cattedrale, raccolto pazientemente dall’attuale Direttore Mons. Raffaele Insana nel corso degli anni, è divenuto dal 1990 l’attuale Museo Diocesano della “Prelatura Nullius” collocato nelle tre sale del pianterreno del Palazzo vescovile. Il Museo è nato allo scopo di valorizzare e tutelare il patrimonio della chiesa luciese e delle altre del territorio circostante, legato profondamente all’aspetto della devozione, come dimostrano i tanti ex-voto ivi custoditi, donati per grazia ricevuta alla patrona della cittadina, S. Lucia Martire, festeggiata durante il 13 dicembre con solenne funzione.
Il breve percorso espositivo presenta:
- nella Prima sala, una piccola sezione etnografica dedicata alle testimonianze della civiltà contadina locale;
- nella Seconda sala, il tesoro della Cattedrale e della Prelatura, tra cui gli argenti liturgici appartenenti alla Scuola messinese del XV al XIX secolo di Juvarra, Donia, Bruno, Dominici, D’Angelo, tra cui la Mano Reliquiario di S. Lucia di Francesco Bruno (seconda metà del Seicento)9 e la Corona da statua in argento e gemme rosse di argentiere messinese del 169110; gli ori della devozione, tra cui una selezione dei preziosi gioielli di S. Lucia, e una serie di numerosi occhi “apotropaici” in lamina d’oro e d’argento; antichi messali romani.
- nella Terza sala, i preziosi paramenti liturgici dal XVI al XIX secolo, testimonianze della fiorente produzione della seta nel territorio della Prelatura, divenuto nei secoli fornitore maggiore del materiale grezzo per le maestranze messinesi.
martedì 16 agosto 2011
Centro storico
Testi tratti da Wikipedia
lunedì 15 agosto 2011
Presepi viventi nel messinese
Il "Presepe Vivente luciese" è una vera e propria rappresentanza teatrale che consente al visitatore di immergersi completamente nella realtà, avvolto dai profumi, dalle litanie, dai rumori, dalle musiche della stessa rappresentazione, e dai sapori dei cibi che ha modo di assaggiare durante il percorso. Vi è un contatto diretto tra figurante-attore e il visitatore che parlano e interagiscono.
L’evento che si intende allestire coniuga la componente religiosa con quella culturale, propria delle tradizioni luciesi, per impossessarsi della propria identità e per conservare e trasmettere il patrimonio dei saperi tradizionali alle nuove generazioni e ai visitatori.
E’ una forma di auto rappresentazione sociale, un modo per ritrovarsi e riconoscersi, per coniugare il presente con il passato di un paese che racconta e che al tempo stesso si racconta, acquisendo un identità collettiva.
Il “Presepe vivente luciese” è stato realizzato per la prima volta nel 2009, ottenendo significativi apprezzamenti, non solo dalla comunità luciese, ma anche e soprattutto dai comuni limitrofi. Riproposto nel 2010, è stato oggetto di una sorprendente affluenza di pubblico da tutto il comprensorio, dai comuni della Provincia di Messina e dai visitatori provenienti da comuni ricadenti sul territorio siciliano e da turisti.
Ampia è la partecipazione attiva dei cittadini luciesi sia nell’allestimento delle capanne e scenografie e sia come figuranti.
La rappresentazione teatrale riguardo la scena della Tenda dei Re Magi e del Palazzo di Erode e le musiche delle ciaramelle sono a cura dell’”ASSOCIAZIONE ANTICHE TORRI” con sede a Santa Lucia del Mela.
Siamo Qui
25/26 dicembre 2014
1/6 gennaio 2015
Sig.na Maria Giovanna Romano 333.5019024
marialipari30@tiscali.it
